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Paragrafo 6 . La politica estera britannica.

     
Per  quanto  riguarda la politica estera, i conservatori si distinsero
per un colonialismo pi aggressivo, volto a consolidare il dominio sui
numerosi  possedimenti e a rafforzare il ruolo dell'Inghilterra  nelle
relazioni  internazionali. Nel 1876 la regina Vittoria  fu  proclamata
imperatrice  delle Indie. Tra la fine dell'Ottocento e gli  inizi  del
Novecento,  l'intensificazione della politica coloniale, promossa  dal
ministro  per le colonie Joseph Chamberlain, port alla gi  ricordata
crisi di Fashoda (1898) ed alla guerra anglo-boera (1899-1903).
     La  crescita  della  potenza militare della  Germania  e  la  pi
aggressiva politica estera da questa avviata spinsero l'Inghilterra ad
uscire  dall'isolamento nelle relazioni con gli altri stati europei  e
ad  allearsi prima con la Francia (Entente cordiale, 1904) e poi anche
con la Russia (Triplice intesa, 1907).
     
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     Una  questione con la quale tutti i governi si dovettero misurare
e  che  rimase  grave e sempre aperta fu quella irlandese.  Alla  fine
degli  anni  Settanta,  in  seguito alla caduta  dei  prezzi  agricoli
provocata dalla grande crisi agraria europea, molti piccoli affittuari
irlandesi non furono in grado di pagare i canoni ai grandi proprietari
inglesi,  che risposero intimando loro lo sfratto. Seguirono  violente
agitazioni contadine, cui si un una serie di iniziative del movimento
nazionale irlandese; esse ebbero sia carattere terroristico, come  gli
attentati  promossi dalle organizzazioni rivoluzionarie  repubblicane,
sia  carattere  politico,  come le campagne attuate  dai  parlamentari
irlandesi  a  favore  dell'autonomia  della  loro  isola.  Il  governo
britannico,   allora   presieduto  dal  Gladstone,   rispose   facendo
approvare,  nel  1881, una riforma agraria, che veniva  incontro  alle
esigenze   dei  piccoli  affittuari  irlandesi,  e  poi,   nel   1886,
presentando  un  progetto  per la concessione  dell'autogoverno  (Home
Rule)  all'Irlanda.  Questo  piano, per, incontr  l'opposizione  dei
conservatori  e  dei  liberali  unionisti,  a  causa  della  quale  il
Gladstone dovette dimettersi.
     Un  nuovo  progetto presentato nel 1911 dal governo  liberale  di
Henry   Asquith  fu  ostacolato  dai  nazionalisti  irlandesi  e   dai
protestanti   dell'Irlanda  del  nord  (Ulster).  I   primi   non   si
accontentavano  dell'autonomia e volevano la completa indipendenza;  i
secondi,  in  gran  parte  imprenditori e  commercianti,  temevano  la
supremazia dell'Irlanda cattolica ed agraria. Dopo quasi tre  anni  di
acceso  dibattito,  il  progetto fu approvato,  ma,  in  seguito  allo
scoppio della guerra, ne fu sospesa l'applicazione.
